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::il manifesto contro i cinquantenni::

I. la situazione.

L’Italia è in palese declino, e la generazione attualmente al di sotto dei 35 anni sta subendo le più atroci conseguenze di una crisi che da noi è stata più lunga che altrove. La crisi è morale prima che economica, riguarda la decenza e il pudore prima che i soldi, e sui trentenni di oggi grava il peso schiacciante del marciume che da anni ormai ristagna e imputridisce nelle ossa e nella polpa del Paese. I trentenni sono la prima generazione del Dopoguerra a vedere peggiorare sensibilmente il loro livello di benessere rispetto alle generazioni precedenti, i primi a restare impantanati in un contesto che pare rifiutare ogni progresso.

II. i responsabili.

I responsabili di questa situazione sono, evidentemente, coloro che appartengono alla generazione che ha ricevuto in mano il patrimonio dell’Italia del boom economico: i cinquantenni di oggi.

Se la sono spassata negli anni Ottanta senza preoccuparsi degli effetti futuri del degrado politico, morale ed economico di cui erano protagonisti. Godendosi l’agio di una vita in discesa e vivendo esclusivamente nel presente, hanno fatto esplodere ogni possibilità di futuro per le generazioni successive.

Volgari scrocconi al buffet in piedi di un’Italia finalmente ricca costruita dai loro padri, si sono abbuffati arraffando il più possibile, si sono riempiti le tasche di tartine, hanno sfasciato i tavoli, e ora ruttando dispensano briciole e avanzi agli under-trenta che da loro sono costretti a mendicare. I cinquantenni tipicamente occupano posti di lavoro ottenuti chissà come e mantenuti senza alcun merito e con barbara arroganza, e concedono magnanimamente contrattini a progetto sottopagati o assunzioni in nero a under-trenta costretti dal bisogno.

III. le vittime.

Gli under trenta italiani restano lì: senza futuro, tenuti in sospeso da eterne promesse di lavoro, privati di ogni dignità, con le tasche piene di titoli di studio inutili, derisi e fatti passare per pigri e senza nerbo, frustrati nelle ambizioni e impotenti davanti a un presente sempre più cupo.

IV. questo progetto.

Consapevoli di non potere cambiare le cose ma stanchi di subire in silenzio, vogliamo con questo blog provare a dare almeno voce alla rabbia e alla frustrazione di chi è vittima ogni giorno dei cinquantenni.Pubblicheremo storie rigorosamente autentiche di cinquantenni stronzi che maltrattano volgarmente i trentenni da loro ridotti in schiavitù. Saranno le storie vissute da noi della redazione ma anche quelle che voi ci vorrete spedire.

Perché tutti sappiano come ci trattano, questi fottuti cinquantenni.

7 commenti leave one →
  1. vincenzo marazzi permalink
    18 gennaio 2010 06:55

    le “perle” di un altro “cinquantenne doc”, uno di quelli che a rovinare metà dell’ Italia ci si è messo di buzzo buono e ci sta riuscendo benissimo:

    CRISI: SACCONI, PIU’ PREOCCUPATO PER CINQUANTENNI CHE PER GIOVANI

    (ASCA) – Udine, 20 lug – ”Sono piu’ preoccupato per i 50/enni che per i giovani”. Cosi’ il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, oggi, a Udine. ”Francamente non intendo sottoscrivere la pietosa retorica sui giovani – ha sottolineato il ministro -. E’ vero che e’ un dramma se non trovano lavoro, ma e’ anche vero che possono integrare il loro percorso formativo con lavori a termine e lavori a progetto. Anche al di fuori di quello che e’ il loro curriculum studi. Basta un po’ di buona volonta’. I piu’ colpiti da questa crisi sono invece i 50/enni e del loro futuro siamo preoccupati”.

    CRISI: SACCONI, GIOVANI LAUREATI ACCETTINO ANCHE LAVORI MANUALI

    (ASCA) – Roma, 13 mar – Nella fase di crisi economica e’ bene che, soprattutto i giovani, accettino lavori semplici, manuali anche se magari sono laureati. E’ l’appello del ministro del welfare, Maurizio Sacconi, nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri, che ha approvato il nuovo pacchetto di ammortizzatori sociali.

    ”In questa stagione – ha detto Sacconi – e’ bene accettare qualunque opportunita’ di lavoro, anche se non corrispondente agli studi fatti o alle aspettative. Nel dopo crisi – ha aggiunto il ministro – contera’ nel curriculum il fatto di essersi messi in gioco”.

    Secondo il ministro ora ”dobbiamo favorire la mobilita’ per tutti in un mercato del lavoro in cui non ci siano barriere o canali privilegiati”. Perche’ ”un mercato piu’ traspartente ed efficiente va bene ma servono anche comportamenti individuali piu’ faticosi rispetto al passato”.

    ”La crisi – ha sottolineato Sacconi – portera’ una sollecitazione alla responsabilita’, soprattutto nei giovani.

    Sara’ terribile per un cinquantenne che rischia di non rientrare piu’ nell’attivita’ lavorativa: a queste persone dobbiamo dare una protezione robusta, sono le piu’ vulnerabili ed esposte, donne e uomini in eta’ adulta”

    Tradotto:
    “se nella merda ci finiscono i 20/30enni è giusto così perché tanto sono carne da macello, li abbiamo messi al mondo solo per pagarci la pensione e i debiti coi quali li abbiamo sommersi, ma non possiamo accettare che il problema inizi a riguardare anche altra gente, hai visto mai che gli venga in mente di dargli ragione”
    Io invece spero proprio quello.
    Che piano piano comincino a chiudere le aziende e a sfilare il posto fisso da sotto il culo pure a molti di loro.
    Almeno sta generazione di mentecatti la smetterà di prenderci pure per il culo dopo averci messo nella merda.
    Male comune mezzo gaudio, ma ci credo poco.
    Questi saranno tutti prepensionati a spese nostre, sta manica di fancazzisti arroganti venuti su a pane e pretese.
    Hanno avuto tutto e hanno pure il coraggio di rompere i coglioni.
    Questa generazione è stata il tumore dell’ Italia, e adesso cominciamo a vedere le metastasi.

    • Eugenio permalink
      2 febbraio 2010 18:40

      E’ evidente che questo sproloquio è fatto da chi non è in grado di valutare nemmeno da che parte sta le destra e la sinistra, gli attuali problemi hanno radici negli anni 70 e 80 quando chi come me aveva a malapena una ventina di anni, cercava con un diploma di trova un posto di lavoro, una casa senza l’aiuto di mamma e papà, mandando lettere su lettere alle aziende con la speranza di ricevere una risposta. Oggi è indiscutibile la difficoltà di trovare lavoro ma quando questo tarda mamma e papà (con le loro pensioni/stipendi) sopperiscono e si prendono cura dei loro adorati cuccioli, a cui è sempre stato dato tutto scuole, sport, computer, giochi, viaggi, forse troppo ma ciò che a loro era spesso mancato lo si è voluto dare ai propri figli. Chi oggi a 70/80 ( artefici di disastri) ha governato negli anni in cui l’italia si è scavata la fossa facendo man bassa delle ricchezze del paese non ci dimentichiamo che per fare cassetta nei primi anni 80 si è fatto crescere il debito pubblico anche con emissoni di titoli di stato sfrenati con rendimenti fino al 15% ed oltre, e questo andazzo è proseguito fino al 91/92 . Sempre questi signori hanno finanziato la loro politica utilizzando i fondi prodotti dai lavoratori come trattenute per pagare pensioni a chi non era autorizzato ad incassarle aumentando la base di distribuzione in maniera esponenziale senza preoccuparsi delle conseguenze ma solo perchè questo era utile alla loro politica e portava voti. Tutto questo rappresenta solo la punta dell’ iceberg del malgoverno che ci ha portato, dopo 30 anni all’attuale disastro complicato dalla pirateria finanziaria, che forse, ma solo in parte vede la responsabilità di chi appartiene alla nostra generazione ben ereditata da giovani trentenni ben introdotti nel settore che studiano quotidianamente prodotti finanziari ad alto valore aggiunto (per le aziende) che tramite cartolarizzazioni di varia natura trasformano gli escrementi in valuta corrente. In conclusione dare patenti di deliquenza sociale senza conoscere niente approfonditamente a parte play-station direi che non è una buona cosa e certamente non aiuta alla risoluzione dei problemi.

  2. 4 febbraio 2010 10:53

    Caro signor “vessato”,
    sono una quasi quarantenne davvero stanca di leggere e sentire tutte queste stronzate piene di “io… io… io”. L’aria che tira in Italia in questo periodo non è delle migliori, ma non è lamentandosi e aprendo un blog avvelenato come questo che si risolvono le cose.
    Ma pensi davvero che gli under 30 sono la sola generazione di italiani ad essersi fatta il culo sui libri per ritrovarsi con un pugno di mosche in mano? Io il lavoro lo cerco col lumicino da quando avevo vent’anni e nonostante una laurea e due diplomi mi ritrovo alla mia età che ancora chiedo l’elemosina, spesso a persone più giovani e più ignoranti di me. E vuoi sapere quanti quaranta/cinquantenni conosco (laureati e non) che negli ultimi mesi si sono ritrovati senza lavoro coi figli da crescere, il mutuo da pagare e la vita da portare avanti? Non so di dove sei, ma se ti fai un giro per Roma ne troverai un bel po’ che chiedono l’elemosina per strada. L’ultimo mi è capitato il giorno prima dell’Epifania a Piazza Cola di Rienzo, era sui 55 anni, seduto su una panchina, il viso stravolto sotto gli occhiali, aveva una valigetta di pelle sulle gambe e un cartoncino in mano con su scritto “Vi prego aiutatemi”. Io e mia sorella (trentaduenne avvocato che si sta costruendo la carriera col sudore della fronte e senza santi in paradiso) gli abbiamo dato i pochi euro che avevamo in tasca e lui li ha presi con la vergogna di chi ha lavorato una vita intera per ritrovarsi seduto un martedì mattina sopra la panchina di una piazza a chiedere aiuto a degli sconosciuti. Chissà, forse quell’uomo a casa ha un under 30 che se la spassa su internet da mantenere…

    • vincenzo marazzi permalink
      9 febbraio 2010 23:32

      “In conclusione dare patenti di deliquenza sociale senza conoscere niente approfonditamente a parte play-station direi che non è una buona cosa e certamente non aiuta alla risoluzione dei problemi”

      Egregio,
      uno stagista o un precario la playstation non se la può semplicemente permettere: dovrebbe vendersi la panda ultraventennale per poterne acquistare una usata su ebay, il che non mi sembra propriamente vantaggioso.
      Quelli sono giocattoli per “figli di”, e la maggior parte dei trentenni non lo è.
      Altrimenti non staremmo a farci il culo per una manciata di arachidi come negli sketch di Antonio Albanese.

      P.S. mi ero espresso al riguardo anche qui:

      https://fottuticinquantenni.wordpress.com/2009/11/11/il-manifesto-contro-i-cinquantenni/#comment-41

      “Ma pensi davvero che gli under 30 sono la sola generazione di italiani ad essersi fatta il culo sui libri per ritrovarsi con un pugno di mosche in mano?”

      No.
      Noto semplicemente che gli under 30 (esclusi i “figli di”) rappresentano l’ unica generazione dal dopoguerra ad oggi per la quale l’ emigrazione rappresenta probabilmente l’ unica possibilità di potersi costruire un futuro.
      I problemi in Italia sono cominciati negli anni 90, dopo lo “scialo” degli anni 80, quindi appare evidente che anche chi ha tra i 30 e i 40 abbia la sua parte di magagne: i “garantiti” hanno almeno 15 anni di più.
      Ma è con gli under 30 che si è toccato il fondo.
      Sono considerati alla stregua di utensili da lavoro usa e getta.

      “forse quell’uomo a casa ha un under 30 che se la spassa su internet da mantenere”

      C’ è chi internet lo usa per cazzeggiare su facebook e chi, come il sottoscritto, per “preparare la fuga”, ovvero fare i bagagli e andarsene a vivere e lavorare all’ estero, in cerca di condizioni di vita più decenti di quelle di uno schiavo nero nelle piantagioni di cotone (come quelle che ci vengono offerte qui in Italia).

      Saluti

      • 24 febbraio 2010 08:38

        Beh, internet serve anche a confrontarsi. Le torri d’avorio sono belle a vedersi ma servono solo a stare chiusi dentro. Anch’io sono incavolata nera ma lanciare sproloqui a destra e a manca – cosa che per il non-mestiere che faccio va pure bene – non è risolutivo. Cmq sono d’accordo con te, andare all’estero in questo momento pare l’unica salvezza… ma dove? In Spagna stanno tutti a spasso, in Inghilterra ci sono fior di ex-impiegati che cercano il pranzo nei cassonetti della spazzatura (da fonti di miei amici trentenni che a Londra ci abitano e provano a lavorarci), la Francia o la Germania tanto per restare in Europa… mah?
        Nell’ultimo anno ho “perso” la metà dei miei amici (30-40enni e oltre) più cari “emigrati” in ogni dove e giusto su facebook riesco a incontrarli.
        La verità è che siamo diventati tutti usa e getta e a mio parere non è un problema di età ma di soldi… i trentenni figli di papà vuoi vedere che tanti problemi non se li pongono? Né adesso, né prima né nel futuro prossimo venturo… non c’è nulla di nuovo sotto il sole.
        Con simpatia

  3. vito permalink
    14 marzo 2010 13:11

    chi detiene il potere e riduce l’Italia in queste condizioni non si chiama cinquantenne, sessantenne , quindicenne ecc ecc

    ma leggate qui:

    ha nome e cognome , e i suoi scondinzolini di comtorno li conosciamo tutti ! Non facciamo finta di n on capire

    Salve, sono un cittadino dell’Italianistan.

    Vivo a Milano 2, in un quartiere costruito dal Presidente del Consiglio.
    Lavoro a Milano in un’azienda di cui è principale azionista il Presidente del Consiglio.
    Anche l’assicurazione dell’auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l’assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.
    Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale di cui è proprietario il Presidente del Consiglio.
    Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio.
    Al pomeriggio, quando esco dal lavoro, vado a far la spesa in un
    ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.
    Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio, e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio: questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio.
    Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio, con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall’agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio.
    Seguo molto il calcio, e faccio il tifo per la squadra di cui il
    Presidente del Consiglio è proprietario.
    Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere.
    Quando mi stufo navigo un po’ in internet, con provider del Presidente del Consiglio.
    Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.
    Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in
    Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che
    vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della
    >maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che governa nel mio esclusivo interesse, per fortuna!

  4. 17 marzo 2010 18:39

    questo è quello che chiamo “avere una mission”: complimenti il vostro è un lavoro meritorio. un saluto

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