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Il nostro blog segnalato dall’Espresso

11 marzo 2010

Un bell’articolo sui cinquantenni sull’Espresso:

Che forza quei cinquantenni

E la giornalista segnala il nostro blog…

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  1. vincenzo marazzi permalink
    10 aprile 2010 08:43

    Segnalo un articolo interessante, seppur vecchio di tre anni (tanto sarà attuale pure tra trenta):
    http://www.destraitaliana.eu/?p=305

    La gerontocrazia stritola il Paese. I giovani vittime degli yuppies anni ‘80

    L’Italia non ama i giovani. Una banalità? Forse, ma stando alle cronache quotidiane il dubbio ti assale. Nelle università, nel mondo politico ed in quello lavorativo in generale vige la più dura gerontocrazia. Sullo sfondo troviamo il precariato e la lotta per la riforma delle pensioni. Insomma i giovani del Duemila sembrano, in termini di aspettative e possibilità, lontani anni luce dal rampantismo yuppies stile anni ‘80. La colpa? Forse proprio del sistema politico-sociale degli anni ‘80, quello “della Milano da bere” tanto per intenderci.

    La domanda che ci si pone è la seguente: in che misura è giusto che gli attuali ventenni e trentenni debbano pagare le spese folli, con tanto di interessi, della generazione precedente? Insomma, è giusto che le cicale degli anni ‘80, gli anni del CAF e delle baby pensioni, gli anni dell’indebitamento pubblico incontrollato (si spendeva più di quanto realmente si guadagnava) e del pensionamento a 45 anni d’età, debbano gravare tutte sulle spalle dei giovani? No, non è giusto! Certo non è pensabile (anche se sarebbe giusto da un punto di vista etico-sociale) rimandare al lavoro coloro che, attraverso leggi clientelari, hanno usufruito di scorciatoie per il pensionamento! Le strade percorribili, quindi, diventano due. Rivoltare come un calzino il sistema Italia, tagliando assurdi privilegi, oppure, investire direttamente sui giovani, soprattutto nella selezione della classe politica e dirigenziale in generale.

    Nel primo caso, si dovrebbe discutere una volta per tutte, senza tabù, della riforma del pubblico impiego. Qualcuno mi spieghi del perchè un cinquantenne impiegato comunale (classe C) che non sa nemmeno accendere un pc debba portarsi a casa 1800 euro di stipendio, mentre un trentenne laureato, desideroso di mettere su famiglia, debba invece aspirare al più al rinnovo di un contratto a tempo determinato a meno di 800 euro al mese? Qualcuno me lo spieghi perchè stento a farmene una ragione!

    Ma lo stesso problema sussiste pure in ambito politico. A nessuno sfugga come il Presidente della Repubblica Francese è un 54enne, mentre in Italia Napolitano indossa da tempo i pannoloni ed al tempo stesso sia il Cavaliere che il Mortadella hanno già superato da un pezzo l’età della pensione. Stessa tragedia nelle università e nel mondo della ricerca scientifica: i baroni impegnati ad arricchirsi, i ricercatori a fare la fame. Così i cervelli “di peso” lasciano l’università per i privati o fuggono all’estero, mentre il loro posto è preso da mezze calzette brave a fare da badanti ai baroni!

    Piccolo commento personale:
    da notare come di certe cose in Italia se ne stia accorgendo ormai pure la destra (il che è tutto dire) mentre la sinistra continua imperterrita a difendere i garantiti fregandosene completamente degli altri.
    Forse non è un caso che il precariato alla mia generazione lo abbia di fatto regalato un governo di sinistra (pacchetto Treu, governo Prodi, 1997).

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