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Uno swing fino all’INPS.

12 novembre 2009

Lavoravo al sito ******.it, che si occupava di golf. Facevo il caporedattore all’interno di una redazione che contava 1 (uno) componenti. Il boss cinquantaduenne era un ex-giornalista sportivo dell’Ansa che si era rotto le palle di sgobbare per l’agenzia. Contando sulla sua mafiosa rete di conoscenze ed amicizie (e non grazie alle sue competenze dato che scriveva peggio di quando faccio il cruciverba sul cesso) decise di mettersi in proprio, munendosi di porno-segretaria e stagista schiavizzato (io).

Dopo dieci mesi di tirocinio, visto che mantenevo il sito e ne curavo i contenuti, gli dissi che se non mi avesse dato due lire me ne sarei andato via. Acconsentì suo malgrado a sborsarmi (manco glieli avessi rubati) euro 900 mensili. Ci pensò lui dopo neanche un anno e senza troppi convenevoli a mandarmi a casa, anche perchè altrimenti non avrebbe più potuto pagare la cocaina e la benzina per la macchinina 50cc del figliolino fighetto. Ma la ciliegina sulla torta mi fu servita solo dopo qualche mese, quando scoprii che non mi aveva nemmeno pagato i contributi.

La sola cosa che rimpiango è quella di non aver visto la sua faccia quando qualche settimana più tardi, aprendo la porta dell’ufficio si è trovato davanti due, non proprio affabili, ispettori dell’INPS.

[di Giovanni P.]

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