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Il manifesto contro i cinquantenni

11 novembre 2009

I. la situazione.

L’Italia è in palese declino, e la generazione attualmente al di sotto dei 35 anni sta subendo le più atroci conseguenze di una crisi che da noi è stata più lunga che altrove. La crisi è morale prima che economica, riguarda la decenza e il pudore prima che i soldi, e sui trentenni di oggi grava il peso schiacciante del marciume che da anni ormai ristagna e imputridisce nelle ossa e nella polpa del Paese. I trentenni sono la prima generazione del Dopoguerra a vedere peggiorare sensibilmente il loro livello di benessere rispetto alle generazioni precedenti, i primi a restare impantanati in un contesto che pare rifiutare ogni progresso.

II. i responsabili.

I responsabili di questa situazione sono, evidentemente, coloro che appartengono alla generazione che ha ricevuto in mano il patrimonio dell’Italia del boom economico: i cinquantenni di oggi.

Se la sono spassata negli anni Ottanta senza preoccuparsi degli effetti futuri del degrado politico, morale ed economico di cui erano protagonisti. Godendosi l’agio di una vita in discesa e vivendo esclusivamente nel presente, hanno fatto esplodere ogni possibilità di futuro per le generazioni successive.

Volgari scrocconi al buffet in piedi di un’Italia finalmente ricca costruita dai loro padri, si sono abbuffati arraffando il più possibile, si sono riempiti le tasche di tartine, hanno sfasciato i tavoli, e ora ruttando dispensano briciole e avanzi agli under-trenta che da loro sono costretti a mendicare. I cinquantenni tipicamente occupano posti di lavoro ottenuti chissà come e mantenuti senza alcun merito e con barbara arroganza, e concedono magnanimamente contrattini a progetto sottopagati o assunzioni in nero a under-trenta costretti dal bisogno.

III. le vittime.

Gli under trenta italiani restano lì: senza futuro, tenuti in sospeso da eterne promesse di lavoro, privati di ogni dignità, con le tasche piene di titoli di studio inutili, derisi e fatti passare per pigri e senza nerbo, frustrati nelle ambizioni e impotenti davanti a un presente sempre più cupo.

IV. questo progetto.

Consapevoli di non potere cambiare le cose ma stanchi di subire in silenzio, vogliamo con questo blog provare a dare almeno voce alla rabbia e alla frustrazione di chi è vittima ogni giorno dei cinquantenni.Pubblicheremo storie rigorosamente autentiche di cinquantenni stronzi che maltrattano volgarmente i trentenni da loro ridotti in schiavitù. Saranno le storie vissute da noi della redazione ma anche quelle che voi ci vorrete spedire.

Perché tutti sappiano come ci trattano, questi fottuti cinquantenni.

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21 commenti leave one →
  1. patrizio permalink
    18 novembre 2009 09:17

    Ho cinquanta anni giusti giusti: non ci avevo mai pensato, ma è vero, vi abbiamo rovesciato una tonnellata di merda in testa e vi abbiamo lasciato solo quella. Finalmente ho capito che la mia vita non è andata sprecata: ho contribuito a rendere impossibile la vita a una generazione di sfigati, ignoranti, inetti, segaioli e buoni a nulla. È vero, negli anni ottanta ci siamo troppo divertiti e ce ne siamo ampiamente fottuti di tutto, non abbiamo neanche dovuto lottare, moltissimi di noi sono crepati di droga e AIDS, sicché la concorrenza sociale era poca (oh allora sì che si trombava, oggi si va su Internet). E per di più c’era lavoro, tanto lavoro, bastava decidere di trovarsi un lavoro e in tre giorni era tutto piì o meno sistemato: a trent’anni non conoscevo nessuno che non avesse un posto fisso e ben retribuito. Ma la fortuna si merita, noi siamo stati capaci di meritarcela, voi no. Voi dovete morire di precariato e ben vi sta: inutile che vi sbattiate, non serve a niente, non è rimasto niente, quei due o tre che ce la possono fare dovranno sterminare i loro coetanei. Basta leggere gli interventi di questo blog per capire quanto siete perdenti, molli, tristi, tristissimi. Non c’é niente da fare, bisognerà forse aspettare una nuova generazione ma per far ciò bisognerebbe ciulare oigni tanto e mi sa che tra maschi e femmine ne vedo proprio pochi che sappiano farlo. Vabbé, magari ci pensiamo noi 50enni, son le ultime cartucce si potrebbe spararle nellagiacca di qualche bella trentenne. Ciao

    • l'arma dio permalink
      18 novembre 2009 19:02

      Caro te, meno male che ancora qualche 50enne è vivo, perchè grazie a tutta la merda che avete ingoiato negli anni 80 ora non vi fa più schifo nulla e allora se ci avanza qualche tegame vi si fa scopare volentieri a voi!
      anche perchè ora c’è il viagra e quindi avete anche la possibilità di vivere una seconda giovinezza artificiale che negli anni 80 nemmeno potevate pensare di avere!
      a me mi devi spiegare come fai a dire che la fortuna che vi è piovuta addosso ve la siete meritata!
      ma se non avete fatto altro che usufruire del lavoro che avete trovato pronto in un boom economico ormai alla sua conclusione?
      quello che avete saputo fare invece è mangiare la merda che la televisione vi ha propinato, e ai giorni nostri continuate a rifiutarvi di ammettere che l’avete fatto!
      si perchè la boria che è dentro di voi è oltre ogni limite e nonostante nel vostro passato ci siano vestiti inguardabili, paninari, il drive in su italia uno, voi continuate ad andarne fieri del nulla nel quale avete vissuto!
      se vi siete comprati qualcosa è grazie ai soldi che allora circolavano, e sicuramente quello che vi siete comprati fa cacare.
      quello che spero è che tu abbia una figlia, e che se la scopi e la metta in cinta un cinquantenne come te, almeno avrai la possibilità di allevare un’altro stronzo come te e sicuramente questo ti farà felice.

    • SurferRosa permalink
      19 novembre 2009 11:46

      Arrivando qui ho pensato che il blog fosse carino, una simpatica anche se esagerata provocazione su un problema reale di conflitti tra generazioni!
      Poi leggo il commento di Patrizio e i tuoi post assumono contorni di inquietante realismo. In effetti nel mio ambiente lavorativo incontro quasi ogni giorno cinquantenni boriosi, arroganti, che se ne fregano del merito e chiudono ogni spazio ai più giovani. Questi se ne fregano e occupano posti di responsabilità senza sapere né cosa fare né come farlo, e intanto noi siamo qui a lavorare a nero o coi contratti a tre mesi, e ci tengono per le palle perché abbiamo le bollette da pagare – se viviamo coi genitori poi ci tocca prenderci di bamboccioni.
      Ora che mi ci fate pensare i cinquantenni sono una piaga, vaffanculo ai cinquantenni, sono con voi.

    • Figliol Prodigy permalink
      19 novembre 2009 11:49

      Non serviva mica il manifesto, potevate mettere la foto di Patrizio. Come diceva E.A. Poe, “reality is stranger than fiction”.

  2. 19 novembre 2009 08:54

    Leggo il tuo commento, clicco sul link, apro il tuo spazio, non lo conosco e quindi decido di risalire alle origini, come i salmoni: leggo il tuo primo post, che non condivido, soprattutto nella definizione “privati di ogni dignità” con cui dipingi i trentenni. Vero che, come sostieni anche tu, a questa generazione è capitato un momento economico e sociale decisamente ostico, ma quello che vedo io, intorno a me, è una gran voglia di venirne fuori, con le unghie e con i denti, arrabattandosi, a volte accontentandosi, ma comunque con una forza a mio parere preclusa alla generazione precedente.
    Da ultimo leggo il commento spassosissimo di questo baldo cinquantenne: giuro che mi si è impennato ancora di più, se mai fosse possibile, l’orgoglio di “classe”. Dal modo spocchioso con cui scrive e, soprattutto, da quello che scrive, sento di poter azzardare l’ipotesi che non sia padre e che quindi ci abbia pensato la natura, avendo fallito l’Aids, ad isolare i geni delle sue “cartucce”. Un saluto Iena

  3. Luigi permalink
    19 novembre 2009 10:56

    Te non puoi essere vero.

  4. patrizio permalink
    1 dicembre 2009 15:36

    Come previsto non avete capito un carotone di niente: certo, tutto quello che scrivete è vero, verissimo ed è questo il bello, lo spasso, l’immane divertimento. Noi attuali 50enni alla vostra età eravamo dei coglioni come pochi se ne erano visti, eppure ci siamo stra-di-ver-ti-ti, sì con il Drive In, i giubbotti da paninaro e le fighette. Lavoro ce n’era una marea, si potevano ancora fare i soldi, magari inventandosi un marchietto da mettere su una maglietta che altri coglioni come noi avrebbero comprato. Abbiamo avuto culo, ma il culo si merita. Noi l’abbiamo meritato perché eravamo dei gran fighi, e lo siamo ancora oggi, voi siete nati sfigati e sempre lo sarete. Non vi è rimasto niente in mano? sorry, pardon, scusa… Come si fa a trent’anni a semtirsi così perdenti e inetti da mettere su un blog del genere? Per lamentarsi del capufficio poi… Andate a fare il militare va che magari vi fa bene. Negli anni 80 il militare te lo beccavi e pure gratis lo dovevi fare, adesso vi pagherebbero pure.

    Per l’ARMA DIO: se facessi meno errori di italiano mentre scrivi forse potresti avere più soddisfazioni nella vita. In 10 righe 10 strafalcioni…

  5. Luigi permalink
    2 dicembre 2009 08:29

    Ancora Patrizio confondi la fortuna con il merito. E’ solo una questione anagrafica. Facile fare i fenomeni negli anni ottanta. Se tu fossi nato con 20 anni di ritardo e ti trovassi a cercare lavoro nell’Italia di oggi saresti il primo ad abbassare la cresta. Tu e tutti i coglioni della vostra generazione, pieni di complessi e senza palle sotto la spocchia apparente della vostra ostentata sicurezza di garantiti. Al contrario un trentenne preparato e cazzuto di quelli così poco valorizzati nel nostro paesiello di merda vi avrebbe fatto il culo negli anni Ottanta. Gli avreste baciato le chiappe.
    E poi mi sembra che ti sfugga l’ironia di questo blog, che è la cosa che più mi ha colpito. Forse perchè la vostra idea di comicità è ferma al livello di un Drive in o di Attila Flagello di Dio.
    E in ogni caso continuo a pensare che tu non sia vero.

  6. Purè permalink
    23 dicembre 2009 11:22

    Patrizio sei veramente un uomo inutile…. la tua generazione non ha mosso un dito per creare qualcosa di bello e unico che rimanga nel tempo, ti vanti di aver goduto della merda che ti ha lasciato la generazione prima della tua, sentendoti appagato di aver passato quella merda a noi. Te un gran figo? ma fammi il piacere….. uno che si è divertito con il drive-in e i Paninari e tutte quelle mode senza un minimo di cretività non è figo è solo un figlio (o schiavo se preferisci) di Mediaset.
    P.S. anche io mi sono beccato un anno di militare a 100mila lire al mese ma non lo rinfaccio a nessuno…..

  7. patrizio permalink
    6 gennaio 2010 16:26

    Arriviamo a dicembre e vedo che siete ancora lì a menarvela con la triste verità. Non ho nulla da aggiungere avete già detto tutto, solo qualche precisazione:
    non ci siamo divertiti solo con il Drive In e i Paninari: facevamo sport, leggevamo, viaggiavamo, andavamo tantissimo al cinema, studiavamo. Ciulavamo. Ci siamo divertiti e laureati, quasi tutti e bene. La differenza è quello che NON facevamo: menarsela, come invece fate voi. Perché sapevamo che il vero sfigato è sfigato dentro e qualunque sia la situazione in cui si trova resterà uno sfigato. Avevamo molto meno di voi e molte meno occasioni e non funzionava niente. La colpa non è tutta vostra, ma dell’educazione che vi hanno dato. Vi credete innovativi ma siete una generazione di conformisti che più di così si muore (e infatti state schiattando). Pensate che per moi non ci fossero lavori precari o stipendi sottostimati? È che la mia generazione ha saputo farsi rispettare, voi no. Ho avuto a lavorare con me alcuni (anzi alcune) trentenni: un lavoro difficlle ma gratificante. Di molte sono rimasto amicissimo e ci lega una grande stima, altre erano teste che mi stupisce non trovare su questo blog. Lamentele e piagnisteo continuo, non ce l’hanno fatta. Datevi una mossa!

    PS Io non rinfaccio a nessuno di aver fatto il militare per il semplice motivo che non l’ho fatto. C’erano troppe reclute e mi hanno estratto a sorte per starmene a casa. Bello no?

  8. Purè permalink
    11 gennaio 2010 11:59

    Caro Patrizio la tua generazione non si è fatta rispettare ha solo preso in mano il potere lasciato dai vostri genitori, magari cercate di farvi rispettare ma come puoi leggere in questo blog, tutti vi tirano merda in faccia perchè quello meritate.

    P.S.
    Se non hai fatto il militare cosa cazzo dici andate a fare il militare? è facile millantarsi di gesta che non avete neanche fatto……..ma vergognati

  9. vincenzo marazzi permalink
    18 gennaio 2010 20:24

    “Avevamo molto meno di voi”

    Ovvero:
    – il lavoro fisso nei cd. “serbatoi di voti”, enti pubblici iperlottizzati dalla politica dove bastava la tessera di un partito o il classico “calcio nel culo” e un diplomino del cazzo da ragioniere o da geometra quando non la terza media, che assumevano 4 persone dove ne serviva una e che oggi conseguentemente non assumeranno più per altri 20 anni.
    – la pensione baby che consentiva di andare in pensione con 20 anni di contributi e continuare a lavorare in nero con stipendio doppio.
    – affitti equo canone a prezzi simbolici che oggi non ci pagheresti manco la rata del televisore.
    – la scala mobile che adeguava automaticamente i salari al costo della vita.
    – i titoli di stato con interessi a due cifre che se mettevi due soldi da parte nel giro di qualche anno ti ci compravi casa.
    … eccetera eccetera eccetera.
    Proprio una generazione che “si è fatta da sola”, non c’è che dire.

    “la mia generazione ha saputo farsi rispettare”

    Ma quando mai.
    Avete avuto solo la fortuna di poter approfittare di un branco di politici delinquenti che in cambio del consenso vi hanno fatto partecipare al banchetto lasciando il conto da pagare a chi sarebbe venuto dopo di voi.
    La generazione che vi ha preceduto ha ricostruito l’ Italia dopo la guerra, voi siete stati boni solo a garantirvi il benessere lasciando in eredità ai vostri figli e nipoti un paese dove le prospettive di vita per chi non è un mafioso o un “figlio di” (che è la stessa cosa) sono paragonabili a quelle della Romania di Ceausescu.

    “Abbiamo avuto culo, ma il culo si merita”

    Non vi meritate il culo, ma solo la merda che da esso fuoriesce.
    quella di cui siete impregnati a tal punto da trasudare da ogni verbo che proferite.

  10. 25 febbraio 2010 00:09

    Leggendo per caso questo blog inorridisco!!!
    Il problema del lavoro non è un problema di conflitto generazionale. Io adesso ho 50 anni e non sono stato fortunato da trovare lavoro e sistemarmi. Ancora oggi mi devo sbattere per trovare i soldi per pagare le bollette. Non mi sono potuto sposare nè tanto meno farmi una famiglia. In che cosa ho sbagliato? La mia unica colpa è di non appartenere a una famiglia benestante. Ho iniziato a cecarmi d’occhi sul tecnigrafo a mille lire all’ora lavorando in nero già da 17 anni. Poi mi sono diplomato geometra e per trent’anni ho cercato di affermarmi, però dapprima sono stato sfruttato nelle collaborazioni professionali, poi lo Stato mi ha truffato un anno per il servizio militare di leva e poi messo su lo studio mi sono ritrovato a lavorare solo per pagare le spese dell’affitto e di condominio e quant’altro, cioè praticamente a lavorare gratis. Non è che voglio tediarvi con la storia della mia vita, ma solo voglio dire che è il sistema che non funziona. Nel 2001 stufo di non guadagnare nulla come geometra decisi di laurearmi e così è stato e nel 2007 sono diventato ingegnere specializzato in ingegneria edile architettura. Per studiare mi sono pure indebitato. Essendomi laureato col massimo dei voti cioè 110/110 mi ero illuso di poter finalmente trovare lavoro e la tranquillità economica che mi consentisse di formarmi una famiglia. Però adesso mi accorgo che il mondo mi sta crollando addosso. Non riesco a trovare nessun tipo di lavoro, per di più sono indebitato fino al collo. Adesso leggo pure di rientrare in una categoria odiata, cioè quella dei cinquantenni. Non mi resta altro che maledirvi. Che società di merda è questa!!!
    L’età non deve contare nulla!!! Quello che è importante è come una persona si sente, e io mi sento un ventenne. E’ vero ho delle rughe di espressione però quelle non sono importanti. Forse non ho anche io il diritto di inseguire i miei sogni? Perchè ci si deve per forza odiare? Io dico siano maledetti quelli che fomentano odio e violenza. Sono degli incivili.
    Allora arrivato a cinquant’anni che devo fare? mi devo suicidare? non ho più il diritto di vivere ed essere sereno solo perchè gli attuali figli di papà viziati e pasciuti non riescono a trovare lavoro? e io che colpa ne ho di questo? date piuttosto la colpa ai politici che parlano e parlano ma non risolvono mai nulla. Non per niente detesto la politica. La società deve cambiare. La dobbiamo cambiare NOI!!! non conta l’età!!! i cinquantenni insieme ai ventenni e ai settantenni!!! finchè una persona si sente giovane ma che cazzo di importanza ha l’età anagrafica? Poi ci dovrebbe essere un salario sociale minimo garantito dallo Stato e quelli che hanno troppi soldi si dovrebbero solo vergognare. Quando vedo delle signore tutte impellicciate e firmate provo un senso di schifo. Come si fa a girare pieni di soldi da fare schifo quando c’è gente che non può scendere giù al supermercato per comprare un tozzo di pane. Vergognatevi!!! Ci serve giustizia sociale, ma non quella di Di Pietro fatta di delazioni. Desidero soltanto un mondo migliore. Ci vediamo nell’aldilà… se esiste. Non ce la faccio più.
    Matteo Lettini

  11. 25 febbraio 2010 01:16

    Lascio un altro commento a proposito delle offerte di lavoro e dei concorsi. A cinquantanni non trovi nulla e se anche esiste qualche concorso da qualche parte quando si arriva a considerare la tua età vieni immancabilmente scartato. La Costituzione ci dice che la società è fondata sul lavoro!!! Ma quale lavoro? Lo Stato mi ha truffato! Io ho investito di tasca mia per studiare, non sono un figlio di papà. Adesso vedo quelli che si sono laureati con me che lavorano felici e contenti mentre io resto al palo. Il motivo è semplicemente che oltre ad avere 25 anni meno di me hanno alle spalle una famiglia benestante. Ma perchè si deve nascere con la camicia? E’ tutto ingiusto. Quando si fomentavano le leggi razziali, gli ebrei in quanto non ariani erano da sterminare. Cioè secondo i razzisti sono una razza inferiore. Ma chi può giudicare chi è superiore e chi è inferiore? Einstein era ebreo e certo non fu inferiore a nessuno. Tutto è relativo. Non ha senso il razzismo così come non ha senso l’odio generazionale. Quello che serve veramente è uscire dalla legge della giungla nella quale ci ritroviamo. Dobbiamo essere meno egoisti. Dobbiamo confrontarci con amicizia e generosità. Il vero guaio è che purtroppo la legge della sopravvivenza ci spinge ad essere aggressivi, a comportarci proprio come degli animali. Siamo delle belve egoiste. Vince il più forte. Vince il figlio di papà più raccomandato. Vince chi ce l’ha più lungo. Ma perchè? Non vi sembra che tutto questo sia un sopruso? La nostra esistenza è strettamente vincolata a quello che è il nostro corpo. Ma perchè? E se uno nasce storpio che colpa ne ha? Ma non si diceva da qualche parte che è lo spirito l’essenza della persona? Il Mondo dovrebbe essere ristrutturato. La mia ricetta è che si dovrebbe poter cambiare il nostro corpo, il nostro aspetto, allo stesso modo in cui si può gestire il proprio avatar in second life. Io non mi rispecchio nella mia persona. Preferirei cambiare molte cose. Più magro, più atletico, più figo, ecc. Quindi questo a partire dall’aspetto fisico. Lo stesso devrebbe essere per la vita sociale e la società. Ma siete proprio sicuri che la democrazia sia la formula sociale migliore? Certamente è quella che ci da maggiore tranquillità contro i soprusi. Però io abolirei tranquillamente tutti i politici, abolirei proprio la politica e la democrazia, per una democrazia di tipo nuovo. Una società progettata da tecnici e scienziati per risolvere una volta per tutte i problemi dell’umanità. Basta con i conflitti. Basta con le guerre. Tutti possiamo vivere una vita serena. Il lavoro non deve essere una conquista. Deve essere una necessità della società. Gli scienziati potrebbero sicuramente progettare e costruire un mondo migliore. Bandire l’uso del maledetto denaro. Bandire la proprietà. Attenzione non sto parlando di comunismo. Ognuno devrebbe fare il suo lavoro e indipendentemente da ciò avere accesso a tutte le risorse che gli servono. Nessuna gara. Nessuna competizione. O meglio competizione si per migliorare però sganciata dalle necessita della vita quotidiana che dovrebbero essere garantite dallo Stato. Questo è il mondo che sogno. Questo potrebbe essere il nostro eden se la smettessimo di combatterci stupidamente per sopravvivere. Il più forte deve aiutare il più debole e non lo deve schiacciare sotto i piedi così come succede adesso. Mi direte che è una utopia, però io credo che quando l’umanità si sarà evoluta a realizzare quello che ho detto, le altre civiltà extraterrestri che certamente ci osservano da millenni, finalmente ci potranno considerare degne della loro presenza.
    Matteo Lettini

  12. 25 febbraio 2010 09:42

    Ultima considerazione sulla assurdità del titolo di questo blog. Cosa significa “fottuti cinquantenni” ? che senso ha dare dei fottuti in base al solo parametro dell’età anagrafica? la realtà è che non ha nessun senso: il tempo passa per tutti allo stesso modo. Ciò che è nato deve morire. Qualcuno dice di essere resuscitato… ma questo appartiene ad un altro mondo, certamente non a quello terreno. Quindi se noi, attuali cinquantenni siamo dei fottuti, tali sarete voi attuali trentenni tra vent’anni. Nel 2030 ci sarà qualcuno che dirà ancora “fottuti cinquantenni” e quelli sarete voi. Capite bene che la generalizzazione che tutti i cinquantenni siano dei fottuti non sta in piedi, cioè è davvero una stronzata. Altresì è un emerito stronzo quel grandissimo idiota che ha pensato di dare del fottuto a tutti i cinquantenni. Ma vai a cagare e apriti lo sciacquone sulla testa di cazzo che ti ritrovi, grandissimo coglione che non sei altro.
    Matteo Lettini

  13. Luigi permalink
    25 febbraio 2010 16:48

    Il problema numero 1 degli attuali cinquantenni è la mancanza di ironia e di autoironia.
    Lo dimostrano i discorsi di Matteo, al quale sfugge probabilmente il carattere paradossale del blog e delle sue generalizzazioni, per non parlare della musichetta midi che fa da sottofondo alla sua pagina.

  14. 25 febbraio 2010 17:02

    Ci dispiace vivamente per le tue difficoltà economiche, Matteo.
    Le condizioni di difficoltà che vivi ti accomunano, statisticamente, più ai trentenni che ai cinquantenni.
    Per noi non trovare lavoro, non avere la possibilità di farsi una famiglia è quasi la norma. Per voi sta diventando una pericolosa eccezione, perchè come generazione non avete gli anticorpi della precarietà.
    Dei cinquantenni senza lavoro noi abbiamo pena. Molta. Voi dei trentenni senza lavoro e incazzati avete -sempre generalmente – disprezzo, come dimostrano le parole dei cinquanta-sessantenni che pullulano in parlamento.
    Siamo concordi sul fatto che ancora oggi i ricchi lo mettano costantemente nel culo ai poveri, ma il nostro discorso è un altro: la vostra generazione ha avuto altre possibilità, ha conosciuto un paese più ricco.
    Se oggi siamo più poveri, con lavori meno sicuri, con la disoccupazione alle stelle questo è anche perchè la vostra generazione non ha saputo fare tesoro delle conquiste della precedente e tramandarle ai figli. Siete una generazione di egoisti. Il che non significa che anche tu lo sia.
    Questo è nella storia, negli studi statistici e sociologici. Da parte nostra intendiamo continuare a scherzarci su. Fino a un certo punto.

  15. 25 febbraio 2010 18:22

    Carissimo Luigi,
    innanzitutto grazie per il tuo commento.
    Per quanto riguarda la mancanza di ironia e di autoironia di cui mi accusi, non credo proprio di avere questa carenza. Infatti io sono il primo a prendermi in giro e a ridere di me. Io penso che tutto debba essere affrontato come un gioco, anche le cose più serie, sempre però non scappando di fronte alle proprie responsabilità. In fondo la vita è breve e non ha senso rovinarsela facendo cattivo sangue con sentimenti di odio. Questo è anche il motivo perchè io non mi nascondo dietro un nickname come fanno tutti. Cerco sempre di trovare la verità, compito non sempre facile quando ci si avventura nei meandri della triste realtà quotidiana. La verità ultima delle cose, degli accadimenti, e specialmente dei fatti storici non è facile da individuare e soprattutto non si presta a facili generalizzazioni. Io non ti vedo con la mentalità di un cinquantenne semplicemente perchè la mentalità di un cinquantenne non esiste come standard comune e generalizzato. E’ una cosa che non ha senso. Noi valiamo come individui. Ogni individuo, cioè ogni persona è unica. Non ci sono copie di me. Anche se ci fosse un clone, questi potrebbe avere i miei geni (ma non perfettamente uguali) ma il suo pensiero sarebbe comunque diverso dal mio. E’ l’ambiente e il contesto in cui viviamo che ci plasma, ma sempre in maniera diversa. Quello che voglio dire è che capisco come ci si possa sentire davanti a un capo ufficio o a un selezionatore arrogante e meschino, ma questo non c’entra nulla con l’età. Pure io mi sono trovato ad avere a che fare con dei veri e propri escrementi della società che non si sa come si sono insediati in posti importanti ed ho dovuto subire le loro angherie. Ma questo è capitato sia con idioti più grandi che più piccoli di me.
    A proposito della musichetta midi del mio sito outoftheblue_it è solo una delle tante messe a caso e senza pensarci troppo, tant’è che sei il primo che mi dice di essere riuscito a sentirla dato che con il mio nuovo browsers non la sento affatto. Come hai visto è un sito autocostruito da me, infatti mi piace cimentarmi in tante cose, non ultima il linguaggio HTML che studiai anni fa per puro divertimento. Lo so questo discorso potrebbe farmi apparire un marziano per chi vede queste cose come aridi studi da sgobboni, ma ti assicuro che non è così. Si tratta solo del livello di consapevolezza che raggiunge la persona. Del rispetto che ha per se e per gli altri. Comunque se qualcuno mi da uno schiaffo io non sono il tipo che gli porge l’altra guancia perchè lo stendo senza riguardi quando mi accorgo che mi sta umiliando. Ma bisogna essere comunque anche accomodanti e diplomatici, perciò ben vengano discorsi paradossali e provocatori ma si faccia attenzione alla latente pericolosità di interpretazione distorta che alcuni ne potrebbero fare, non ultima quella di individuarvi uno sprone all’odio generazionale.
    Come sta cadendo in basso la società. Smettetela di odiare. Cercate invece il dialogo. Se i socialisti con Bett**o Cr*xi hanno affossato l’Italia nel debito pubblico che cosa c’entrano i trentenni di allora, oggi cinquantenni. Non avevano nessun potere di controllo sui governanti, salvo che con il voto, così come anche oggi è. Ecco perchè detesto la politica e i partiti. Pensano soltanto a conservare la poltrona incollata al sedere e i loro favolosi stipendi infischiandosene dei precari e di chi oggi in Italia muore di fame e sta peggio degli extracomunitari. Scusate lo sfogo.
    Matteo Lettini

  16. vincenzo marazzi permalink
    27 febbraio 2010 05:07

    “Dobbiamo essere meno egoisti”

    Questo dovrebbe dirlo ai suoi coetanei quando ci fanno i “co.co.pro.” o gli stage senza stipendio.

    “Se i socialisti con Bett**o Cr*xi hanno affossato l’Italia nel debito pubblico che cosa c’entrano i trentenni di allora, oggi cinquantenni. Non avevano nessun potere di controllo sui governanti, salvo che con il voto”

    Dal mio punto di vista il grosso della colpa è stato dei sindacati, che hanno creato di fatto una generazione di ipergarantiti riducendo le successive alla canna del gas (le poche eccezioni come sembra essere la sua lasciano il tempo che trovano nel contesto generale: basta guardarsi attorno e rapportare il reddito medio dei trentenni odierni, per la maggior parte precari, a quello dei 50/60enni, per notare il tracollo).
    Se ci mettiamo sopra il costo della vita salito alle stelle e l’ azzeramento di fatto della previdenza per gli under 35 il quadro è completo.
    Una mia ex vicina di casa, tanto per fare il primo esempio che mi viene in mente, è andata in pensione tempo fa all’ età di 45 anni: pensione “baby” (tutti sappiamo grazie a chi).
    E non è certo un caso isolato, né tanto meno proviene da una famiglia benestante: impiegata statale, figlia di impiegati.
    Se pensa che io e la maggior parte dei miei coetanei non avremo praticamente pensione, ha voglia a dire che non c’è una questione generazionale: c’è eccome, basta guardarsi intorno per rendersene conto.
    Se poi non la si vuole vedere, è un altro discorso.
    Quello che io rimprovero a chi oggi ha la sua età (non a lei personalmente, data la sua situazione atipica) non è tanto il comportamento passato quanto l’ atteggiamento presente, ovvero il trincerarsi, complici ancora una volta i sindacati, dietro i privilegi acquisiti nei decenni passati pur se messi di fronte allo sfacelo venutosi a creare per i loro figli e nipoti.
    Ha voglia a “cercare il dialogo” con chi sa solo sfotterci dandoci dei “bamboccioni” dall’ alto dei loro suv comprati coi soldi che oggi dovremo pagare noi sotto forma di decine di migliaia di euro pro capite di debito pubblico, con stipendi paragonabili a quelli dei paesi dell’ est europeo (quando si riesce ad ottenerli).
    Lei dialogherebbe con chi, conscio del proprio essere garantito, in un contesto come quello appena descritto, pensa soltanto a sfotterla?
    O le verrebbe piuttosto una gran voglia di assestargli un bel calcio nei coglioni con tutta la forza che ha?

  17. Veronica permalink
    11 luglio 2010 00:19

    Teniamo presente che l’attuale presidente del consiglio ha 74 anni e la media dei parlamentari si aggira intorno ai 60, io non so proprio con chi prendermela! Voi dite che è colpa dei 50 enni? Mah! Io penso che sia un problema a livello di Italia, purtroppo è sempre stata disastrata e ormai credo non cambierà più! L’unica possibilità che vedo è fuggire, e non sapete che angoscia leggere queste storie, vedere i tg pilotati, i terremotati pestati semplicemente perchè si permettono di manifestare e l’assenza di indignazione… Io sono così indignata e questo paese mi toglie la voglia di vivere e sperare con l’entusiasmo della mia età! (25 anni). Non vedo l’ora di fuggire e non ho nessuna speranza di restare qui e trovare un lavoro. Saluti.

  18. gian birrasca permalink
    3 dicembre 2011 12:55

    vorrei spiegare a quella faccia di merda che ha creato il blog che io in 50 anni mi sono sempre fatto il culo per la pagnotta e negli ultimi venti grazie ai governi televisivi eai voti degli scemi di 20 30 anni mi hanno gia spostato 4 volte la pensione che ho pagato profumatamente e se continua cosi dovrei morire lavorando ,per mantenere una nazione di merda a galla e far andare avanti una generazione di coglioni piagnosi e leccaculo . unica consolazione io figli di merda non ne ho fatti quindi andate tutti a cagare mi licenzio e vivo di rendita dopo tanti sacrifici ma non faccio piu una pippa per voi e i vs miti ciaoo!

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